Pompei

A Pompei sono di nuovo visibili cinque importanti domus: è una notizia questa di non molto tempo fa, precisamente del 16 marzo 2016, che non può che renderci felici soprattutto pensando a un patrimonio storico e artistico che spesso ha visto periodi bui.

Tenuti chiusi al pubblico per molto tempo, sono stati riaperti i giardini interni in stile romano e sono state esposte opere rare, come la lastra della “Tomba del tuffatore” da Paestum e numerosi altri affreschi, mosaici, argenterie e gioielli, statue, terrecotte e vasi, che ancora conservano quel fascino antico.

Un unico progetto: Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei

Un unico progetto, che fa capo alla mostra “Mito e Natura. Dalla Grecia a Pompei”, visitabile fino al 15 giugno 2016, che vi porterà in un viaggio nel passato nelle antiche dimore:

  • Domus Octavius Quartius, circondata dagli ampi giardini che ospitano gli affreschi del doppio suicidio d’amore di Piramo e Tisbe e del Narciso.
  • Domus della Venere in conchiglia, con l’affresco della dea sul mare con affianco la statua di Marte.
  • Il complesso di Giulia Felice, una sorta di albergo con impianto termale, un vasto giardino e porticato con colonne quadrate in marmo.
  • Domus del Frutteto, con i suoi affreschi da giardino e l’atrio decorato con mosaico in bianco e nero.
  • Domus di Marco Lucrezio, fotografato da Jean Cocteau nel 1917.

Il Biologo e i beni culturali

Un tesoro di rara bellezza, un valore inestimabile, che piano piano sta venendo a galla anche grazie al contributo di noi Biologi. Infatti, fra le molteplici applicazioni della biologia, molto importante è la specializzazione in beni culturali.
Il tramite attraverso il quale la biologia entra in contatto con l’universo artistico è rappresentato dai microrganismi: pensiamo infatti che ogni opera realizzata ed esposta all’ambiente esterno subisce un’aggressione quotidiana da parte di agenti di natura fisica, chimica e biologica; ovvero subisce quello che prende il nome di processo di Biodeterioramento.
Lo studio della microbiologia applicata ai problemi della conservazione dei beni culturali è di primario interesse sia nella fase di diagnostica sia per lo sviluppo di metodi innovativi di restauro (bio-restauro); infatti l’analisi delle possibili interazioni tra mondo biologico e opere di interesse culturale rappresenta oggi l’argomento cardine della biologia applicata ai beni culturali.

È evidente quindi il ruolo importante del biologo nel portare avanti un’azione di conservazione di tali opere al fine di ridurre la velocità del processo di deterioramento e invecchiamento dell’opera. Un ruolo che oggi chi permette di sognare i tempi antichi passeggiando per le Domus di Pompei.

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